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15.02.2008
Non dimenticare per imparare a ricordare
La memoria rimossa – l´occupazione italiana della Jugoslavia (1941 – 1943) potrebbe diventare un libro
Il tema dell´occupazione italiana della Jugoslavia è rimasto a lungo nell´oblio, confinato in una poco sfogliata memorialistica o affrontato da qualche valente studioso con un´udienza tuttavia prevalentemente locale. La storia di quell´occupazione strideva d´altra parte con il mito degli “italiani-brava-gente”, con cui si è condotta troppo spesso la rilettura della partecipazione dell´Italia alla seconda guerra mondiale (e non solo).
Negli ultimi anni alcuni importanti contributi (fra i quali quelli sui campi di concentramento utilizzati dagli occupanti) hanno dilatato la possibilità di infrangere il silenzio intorno ai crimini commessi dagli italiani durante l´intervento in Jugoslavia e rispetto alla politica di snazionalizzazione e persecuzione anti slava in Istria e nella Venezia Giulia degli anni precedenti, anche se il dibattito pubblico sulla storia del ´confine orientale´ appare ancora oggi incentrato sul tema delle foibe e dell’esodo dall´Istria nel dopoguerra, mentre tutte le vicende precedenti, le responsabilità del fascismo e dell´occupazione, continuano di fatto a essere sfumate e mantenute in ombra, in modo tale che lo stereotipo del ´buon italiano´, vittima incolpevole della violenza degli altri, esca riconfermato.
Con l´iniziativa La memoria rimossa – l´occupazione italiana della Jugoslavia (1941 – 1943) – 17, 18 e 19 ottobre 2007 - l´Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, con l´apporto di storici e registi impegnati a combattere stereotipi e ambigue censure, ha voluto offrire ai torinesi un´occasione per confrontarsi con quanto nella prospettiva di una ricostruzione di quell´occupazione in tutti i suoi aspetti è stato di recente detto, scritto o filmato: questo nella convinzione che ogni ricordo, personale o di gruppo, debba essere ricondotto a un contesto di vicende precedenti e contemporanee che ne circoscriva oggettivamente portata e senso, attribuendogli un valore che allora può essere condiviso.
La memoria rimossa potrebbe diventare un libro, un piccolo, agile libro che riproduca le relazioni degli storici e le presentazioni dei registi ai film programmati nell´iniziativa dello scorso ottobre, con un corredo di schede informative, mappe, indicazioni di lettura e didattiche. Un libro offerto a insegnanti e studenti in primo luogo perché imparare a ricordare significa imparare a non dimenticare questa o quella pagina di storia.
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