ANCR - Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza
chi siamovisita virtualecontattaciregistrati
 
 
 
 
laboratorio - labs.ancr.to.itspettatore - spect.ancr.to.it
archiviodidatticaproduzioniattivitāenglish versionmappa del sito
 
home | Novita'
Novita'
 
 
  13.03.2009
Presentazione il 31 marzo a Torino del "Nuovo spettatore" 11

L’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, presenterà il 31 marzo, alle ore 20,30, nella sal del cinema Massimo 3 l’ultimo numero della sua rivista annuale “Il nuovo spettatore”.
La serata prevede un incontro con Paola Olivetti (direttrice dell’Ancr), Alessandra Vanzi (attrice), Anna Maria Licciardello (Centro Sperimentale di Cinematografia) e Jacopo Chessa (curatore del numero).
A seguire la proiezione dei film di Alberto Grifi Transfert per camera verso Virulentia, Michele alla ricerca della felicità e La videopolizia psichiatrica contro i sedicenti nuclei di follia militante ovvero Dinni e la Normalina.
Si ringrazia l’Associazione Culturale Alberto Grifi.
Ingresso euro 3.

Dal 1980, nel corso delle sue quattro edizioni, "Il nuovo spettatore", fondato da Paolo Gobetti, ha affrontato sotto diversi aspetti i rapporti tra cinema, audiovisivi e storia.
Nel numero 11 la sezione principale è dedicata alla figura di un uomo di cinema unico nel panorama del cinema underground e militante, Alberto Grifi, che riflette creativamente e interpreta in modo peculiare le insofferenze e gli slanci antagonistici che caratterizzarono gli anni Sessanta e Settanta in Italia (e altrove). Autore di film sperimentali come La verifica incerta (con Gianfranco Baruchello, 1964) e Transfert per camera verso Virulentia (1966/67), di video-documentari di informazione antagonista come Festival del proletariato giovanile al Parco Lambro (1976) e della straordinaria esperienza, fuori da ogni schema, di Anna (con Massimo Sarchielli, 1972), Grifi è stato non solo un artista tra i più interessanti fra coloro che hanno usato il cinema e il video fuori dai circuiti distributivi tradizionali, ma il testimone diretto e privilegiato di un’intera epoca di lotta. A due anni dalla sua morte, lo Spettatore pubblica una raccolta di saggi su diversi aspetti della sua poetica e una lunga intervista realizzata in Archivio.
Una seconda sezione del numero è invece dedicata alla rappresentazione della Guerra di Spagna nel cinema. In occasione del settantennale della guerra civile, tre studiosi spagnoli (Román Gubern, Ferrán Alberich e Alfonso del Amo Garcia) hanno dedicato degli approfonditi saggi a questo tema, oggetto anche di due recenti retrospettive curate dall’Archivio.


Le schede dei film in programmazione il 31 marzo

Alberto Grifi
Transfert per camera verso Virulentia Italia 1966/67, 22’
Il punto di partenza è lo spettacolo Virulentia di Aldo Braibanti, filosofo, drammaturgo, noto anche per essere stato al centro di uno scandaloso complotto giudiziario che lo portò a passare due anni in prigione per il reato di “plagio”. L’intervento di Alberto Grifi sul tessuto scenico produce però un nuovo discorso che va molto al di là di una semplice riproduzione, instaurando un rapporto dialettico tra visione e corpi. L’utilizzo degli effetti speciali ottici, dispositivi estremamente amati e utilizzati da Grifi, diventano qui il mezzo privilegiato nella ricerca di una regressione percettiva primordiale, producendo «l‘emergere dei ricordi del lontanissimo passato filogenetico dei nostri progenitori animali».

Alberto Grifi/Guido Blumir
Michele alla ricerca della felicità Italia 1978, 23’
Poco prima di partire per un esilio di una decina d’anni in giro per il mondo, Grifi girò questo film su commissione della Rai. Una dura accusa al sistema carcerario e, più in generale, alla politica statale della repressione e del controllo sugli individui. Grifi stesso aveva conosciuto l’esperienza della prigione, dove entrò con un’accusa pretestuosa che celava volontà politiche e dove rimase per due anni. Il film, che non perde a una visione attuale la sua durezza e il suo rigore militante, non fu trasmesso e se ne vietò a lungo la diffusione.

Alberto Grifi/Guido Blumir
La videopolizia psichiatrica contro i sedicenti nuclei di follia militante ovvero Dinni e la Normalina Italia 1978, 27’
Produzione Rai, censurata come Michele, si presenta come un programma televisivo realizzato per propagandare i benefici e rincretinenti effetti della Normalina, farmaco “anti-rivoluzionario”. Mescolando realtà e finzione surreale, Grifi ci mostra la protagonista, Dinni, intervenire alla testa delle contestazioni al convegno ufficiale di psichiatria di Milano. Giordano Falzoni, pittore e collaboratore di Grifi, compare qui nelle vesti di “medico”.


 
 
  inizio pagina | mappa del sito archivio | didattica | produzione | attivitā 
 


Tutto il materiale di questo sito č © copyright 2000-2010
di Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza.
È vietata la riproduzione anche parziale