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Patrimonio Stampa

L´Archivio, sin dalla sua fondazione, cerca, raccoglie, conserva, restaura e diffonde:

  • le pellicole cinematografiche girate durante la Resistenza e quelle concernenti la guerra partigiana, i regimi fascista e nazista, l´antifascismo, la deportazione in Italia e in Europa nel corso della seconda guerra mondiale;
  • le testimonianze videoregistrate, raccolte dal 1969 da Paolo Gobetti e dai suoi collaboratori, riguardanti gli anni fra le due guerre mondiali, il periodo della guerra e della lotta partigiana, il secondo dopoguerra;
  • si occupa inoltre di tutte la nuove forme di comunicazione ed espressione documentaria per immagini attraverso le nuove tecnologie e i nuovi supporti.


Nel giugno 2003 l´Archivio si è trasferito dai locali storici di via Fabro 6, in cui è nato e si è sviluppato, nella nuova sede del Palazzo dei Quartieri Militari, in via del Carmine 13.
Il trasferimento nell’attuale sede ha rappresentato la possibilità di continuare il lavoro che da sempre ha caratterizzato la fervente attività dell’Ancr e, nello stesso tempo, di approfondire la sperimentazione in campo multimediale. Infatti, attraverso una riflessione e uno studio approfondito sul rapporto tra nuove tecnologie informatiche e patrimoni archivistici audiovisivi, l’Ancr ha iniziato un’opera di digitalizzazione del suo patrimonio audiovisivo. La digitalizzazione è un’occasione importante per due aspetti chiave della vita di un archivio cinematografico:
- la conservazione del patrimonio audiovisivo
- le modalità di accesso e di consultazione del materiale audiovisivo da parte degli utenti (in rete e non).
Al contempo, questo processo pone di fronte alla questione, che tocca tutte le realtà archivistiche, della gestione e del controllo dell’accesso ai materiali da parte del pubblico, al fine di evitare che le immagini vengano sfruttate in modi e per scopi impropri. Anche su questo tema, l’Ancr intende aprire spazi di confronto e discussione.
L’attività dell’Archivio è dunque, in questo momento, tesa a rivitalizzare i vecchi contenuti e ad aprire nuove frontiere (nuovi fronti) di lavoro per un incremento della conoscenza per immagini del mondo in cui viviamo, sempre fedele alle linee e ai principi a cui si è sempre ispirato, secondo cui le tecnologie sono solo uno strumento, prezioso ma che deve essere riempito di contenuti.

"Siamo un archivio; e quindi conserviamo in scatole, faldoni, dossier, cartelle e altri contenitori documenti e materiali cartacei. Ma siamo anche un archivio cinematografico e quindi conserviamo anche pellicole. Non poche (1700 non sono da buttar via), di diverso formato, di difficile e delicato maneggio e conservazione, oggetti, ingombranti e pesanti, che temono la luce, il calore, la polvere, l'umidità. L'aggettivo cinematografico ci impegana conservare anche più in generale ogni sorta di immagine di interesse storico (e forse non sono ancora stati definiti i criter per definire quelle che non lo sono!), su qualsiasi supporto esso sia: pellicola cinematografica, ma anche su carta o lastra fotografica, e oggi anche su supporti videomagnetici che vanno dal videonastro alla videocassetta, dal disco ottico alla cassetta digitale. E poi i suoni, sui loro nastri, cassette, nastri perforati, pellicole ottiche, dischi. Così abbiamo la cineteca, la videoteca, la nastroteca, la fototeca a cui va aggiunta la biblioteca, l'emeroteca; e abbiamo spazi e scaffali per i press-book, i dépliant e altri oggetti che riguardano il campo cinematografico. L'Archivio però non è solo la somma di tutti questi locali.... L'Archivio ha cominciato a raccogliere pellicole dal 1969, in forma primitiva, embrionale ma con la precisa intenzione di salvare la documentazione di un mondo che (come tutti i mondi) stava scomparendo). In quel momento (in contemporanea) si sono percorse le due direzioni fondamentali delle interviste e della raccolta di pellicole.” (Paolo Gobetti)

Il patrimonio dell´Archivio:

Digitalizzazione
Biblioteca Emeroteca
Cineteca e Videoteca
Fototeca