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Avanti nel grande partito
di Paolo Gobetti

Una testimonianza di Paolo Gobetti
Entro all´”Unità” nel dicembre del ´48, se non sbaglio. Ero iscritto da un anno al PCI, perciò immagina l´atmosfera, com´era Torino in quel periodo. Era logico che il mio lavoro all´”Unità” non potesse essere disgiunto da un lavoro nella Commissione Culturale e di qui appunto si sviluppa un impegno anche sul piano pratico, organizzare proiezioni, ecc. e poi a un certo punto si è anche detto: “Mah, perchè non facciamo qualcosa, un film?” e l´occasione di questo “qualche cosa” nasce, proprio nel ´50, dalla campagna di tesseramento. Mi interpellano. C´era Giuseppe Sesia, che aveva un negozietto di cinema a passo ridotto, lui aveva delle macchine 16 mm, era un discreto operatore, dilettante, nel senso che non aveva mai partecipato alla realizzazione di grandi film, però era un buon tecnico perchè vendeva queste macchine, le conosceva. Ed è stata un´esperienza abbatsnaza divertente, anche piacevole. Io ho cercato aiuto da Bianca Guidetti Serra per costruire questo film, che non si capiva cos´era, anche se sarebbe dovuto essere un documentario, chiaramente no?, e lei ha immaginato questa storia, che poi non so se si capisce bene nel film. E´ la storia delle diverse persone che non solo vanno a rinnovare la tessera ma che si iscrivono ex novo: c´è l´episodio in fabbrica dove un operaio s´iscrive al partito, viene sospeso dal lavoro, allora tutti fanno sciopero; dall´altra parte c´è la vecchietta che sulla zappa s´iscrive al partito, allora i compagni l´aiutano con le mucche. Mi pare che siano questi i due episodi principali, e poi abbiamo una visita diciamo con un altro personaggio, a una sezione di partito in cui si vede questa gioia del realismo socialista, dell´attività collettiva, la costruzione3 di sedie, di sci, ecc. Detto così si capisce che è un film molto infantile, se vuoi. La realizzazione è fatta da questo Sesia, che una macchina a mano la sapeva tenere, poi c´era la follia di quei tempi o forse il fatto che non costava poi tanto fare queste cose. Abbiamo affittato alla Fert un parco lampade gigantesco, trentamila watt di luce, con il gruppo elettrogeno tirato dalla macchina. In realtà abbiamo un po´ giocato. Le scene in fabbrica sono state girate alla fabbrica di Mandelli, che allora era un compagno. E´ venuto fuori il film, intitolato Avanti nel grande partito, che tu hai visto e che è stato poi utilizzato pochissime volte, aveva un commento, fuori campo chiaramente, ma anche fuori banda, nel senso che era su un registratore a nastro, fatto da Garavini ed era un commento piacevole. Ad un certo punto c´era una interruzione di un minuto o due, un pezzo muto perchè non era venuto bene il nastro, e siccome nessuno sapeva poi farlo ripartire a dovere, allora c´erano dei momenti bellissimi in cui si sentiva: “...ed ora qui vedete la più bella ragazza del paese” e coincideva quasi sempre con la carrellata della mucca. Paolo Gobetti in un´intervista di Stefano Della Casa, “Il Nuovo Spettatore”, n.9, dicembre 2005

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