Produzioni video

Cime e valli della 17a – La storia della 17a Brigata Garibaldi “Felice Cima”

Cime e valli della 17ª, di Alberto Signetto, 2012
L’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza ha realizzato un film documentario sulla Resistenza nell’area del Col del Lys, l’area della Bassa Val di Susa più vicina a Torino in cui operò la 17ª Brigata garibaldina intitolata a Felice Cima (uno dei primi comandanti di bande partigiane valsusine subito dopo l’8 settembre).
E’ un nuovo capitolo del percorso con cui l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, con la preziosa collaborazione, in questo caso, degli amici del Comitato Resistenza Col del Lys, punta a combinare i luoghi, le loro dimensioni naturali, sociali, memoriali, con gli eventi e i personaggi protagonisti della storia del Novecento, e, in primo luogo, della Resistenza, che in essi hanno lasciato dei segni in forme varie, lapidi, periodiche commemorazioni, musei locali, una toponomastica peculiare e quant’altro.
Il nostro percorso ha finora privilegiato Torino e le sue valli alpine e ha portato a raccogliere nel corso di anni di lavoro testimonianze dirette, immagini di panorami di ieri e di oggi su varia scala, forme diverse di presenza attiva della memoria nei territori.
Rispetto alle vicende della 17ª, va detto che fin dall’immediato dopo guerra gli stessi protagonisti hanno espresso un preciso impegno a ricordare, assumendo come simbolo l’eccidio nazifascista del 2 luglio 1944, in cui furono furono catturati ventisei giovani partigiani disarmati poi brutalmente seviziati e abbandonati lungo la strada che dal Colle del Lys porta verso  Colle San Giovanni. Da anni è stato elevato un grande cippo e costituito un museo proprio sul colle, fin dall’immediato dopoguerra si organizza una manifestazione che raccoglie molte adesioni da tutto il Piemonte e non solo. Da ormai diciassette anni è convocato ogni anno un incontro di giovani europei che per due, tre giorni si accampano sul colle, si muovono sui sentieri dei partigiani e si confrontano sulla Resistenza, sulla lotta al fascismo vecchio e nuovo, su una nuova Europa ispirata agli ideali di padri e nonni partigiani.
Le videocamere dell’Archivio Nazionale Cinematograficodella Resistenza sono state portate in montagna, al colle, all’edizione 2012 del campo dei giovani “Eurolys”, sui sentieri percorsi dai partigiani della 17ª, nei luoghi in cui essi vissero, si nascosero, combatterono, caddero.
Parallelamente numerose testimonianze sono state raccolte, alcune fra l’altro di partigiani che ci hanno purtroppo lasciato poco dopo. Il film è dunque il prodotto di un lavoro in cui si intrecciano strettamente la ricognizione materiale sui luoghi, boschi, cime, pietraie, baite e borgate, il racconto dei protagonisti, la costruzione e la salvaguardia della memoria e le forme della sua trasmissione nel tempo, adottando il più possibile formule tali da ridimensionare ogni troppo legnosa giustapposizione fra passato e presente, fra giovani di allora che scelsero la lotta contro il fascismo e i giovani di oggi.
Nel film si intrecciano pertanto i problemi concreti della trasmissione ai giovani della memoria della Resistenza e gli episodi più importanti e peculiari della storia di una brigata partigiana, la 17ª appunto, che nasce come piccola banda di ribelli subito dopo l’8 settembre, comandata all’inzio, e fino alla sua morte nel novembre del 1943, da uno degli artefici della Resistenza in Val di Susa, Felice Cima, e poi costantemente impegnata a presidiare l’ampia zona intorno al Col del Lys, con azioni nella bassa Val di Susa e nella cintura di Torino, subendo un numero crescente di rastrellamenti dei nazifascisti, preoccupati da una formazione partigiana in grado di controllare l’imbocco di una valle strategica e di proiettarsi sulla città. Protagonisti del film sono alcuni partigiani della 17ª, che raccontano dall’interno, in testimonianze raccolte appositamente, la storia della formazione a cui appartennnero, come Cesare Mondon, Ivano Piazzi (“Lupo”), Guido Carbi e Enrico Fogliazza (scomparsi nel corso della lavorazione del film), Alessio Maffiodo (morto da tempo, ma intervistato da Paolo Gobetti trent’anni fa), Mario Castagno e Filippo Carbone (morti anche loro da qualche tempo, ma presenti nel film attraverso testimonianze raccolte negli anni scorsi) e varie staffette, come Ida Vignolini e Anna Maria Polo. Ma protagonisti sono anche i numerosi giovani coinvolti nel campo di tre giorni al Col del Lys denominato “Eurolys 2012”, che parteciparono in tale occasione a escursioni
sui sentieri partigiani, a momenti seminariali e propedeutici sotto il tendone del campo, alla
fiaccolata finale, informandosi concretamente e ragionando con i loro interlocutori più vecchi sulla lotta partigiana.
Alcuni storici forniscono raccordi e riferimenti per collegare in modo coerente le varie parti del film.

Il regista Alberto Signetto e gli altri autori del film hanno lavorato nel corso di più di un anno, raccogliendo moltissimo materiale documentario, anche rispetto ai luoghi e alla loro
configurazione ieri e oggi.
Il film vuole trasmettere l’essenziale di una storia locale importante e però anche incuriosire e sollecitare lo spettatore a vedere dietro cime, edifici, monumenti, lapidi di oggi il la scelta , la vita e le imprese di tanti giovani di settant’anni fa, provenienti dai luoghi circostanti, da Torino, ma anche, ad esempio, nel caso della 17ª , dalla lontana Cremona.
Cime e valli della 17ª inaugura per l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza la
serie delle produzioni per il triennio del 70° della Resistenza a cui stiamo pensando. Sono opere che vogliamo in primo luogo innovative sul piano delle modalità comunicative, pensate cioè per mantenere viva e coinvolgente la tradizione della Lotta di liberazione in una fase in cui i protagonisti cessano un po’ per volta di poter raccontare in prima persona.

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