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Il grande regista etiope Haile Gerima e tutto il suo cinema a Torino 24 – 29 maggio: continua il nostro impegno su cinema e colonialismo italiano con la seconda parte del progetto “Visioni del rimosso”. Questa volta tutta l’attenzione è per la visione controcampo…



VISIONI DEL RIMOSSO. IL CINEMA DI HAILE GERIMA

 Progetto a cura dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza

24-30 Maggio 2022

Cinema Massimo,  Via Verdi 18, Torino

26 maggio

Polo del ‘900, corso Valdocco 4/A Torino


La retrospettiva integrale dei film di Haile Gerima, a cura di Daniela Ricci, è la seconda tappa del progetto dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza Visioni del rimosso. Lo sguardo cinematografico sul colonialismo italiano.  La presenza del regista Haile Gerima è l’occasione per continuare la lettura critica del passato coloniale italiano e per affrontare alcune questioni scottanti del presente come il razzismo, le guerre e le discriminazioni.

La valorizzazione dei materiali d’archivio, tra cui la memoria filmica, ci conduce con Gerima a sovvertire lo sguardo sulla storia del colonialismo italiano e non solo. Figura di spicco delle cinematografie d’Africa e africane americane, riferimento per il cinema indipendente, l’etiope Gerima è stato tra i fondatori della “Scuola dei registi neri di Los Angeles”, il movimento che negli anni ‘70 sperimentava nuove estetiche, rompendo con le logiche narrative e produttive hollywoodiane. La sua opera ha come agente profondo l’intolleranza  contro ogni forma di oppressione – sia essa coloniale, feudale, razziale, sociale o culturale. Esplorando il presente, il passato e il rapporto con le radici, fino a ricostruire la storia di un popolo come cura contro l’alienazione, la sua macchina da presa si fa arma di resistenza e di lotta per la memoria, e ci rammenta che il cinema è uno strumento potente per decolonizzare le menti, ridefinire il concetto di ospitalità e sperimentare quella che Angela Davis ha definito appartenenza planetaria.

VISIONI DEL RIMOSSO. IL CINEMA DI HAILE GERIMA è la prima retrospettiva completa dedicata al regista in Italia e oltre a presentare tutti i film di Gerima – alcuni dei quali inediti in Italia – proporrà in anteprima assoluta il work in progress di Black Lions, Roman Wolves / The Children of Adwa.






IL PROGRAMMA


Martedì 24 maggio

ore 21

Child of Resistance (1972) v.o. sott. it

Film metaforico, ispirato a un sogno del regista all’indomani dell’arresto di Angela Davis. Una donna impegnata nella lotta per la giustizia si ritrova in carcere dove prendono forma le sue paure e l’oppressione sociale, reale e simbolica, e si rafforza il desiderio di liberazione del suo popolo. Gerima si afferma come regista della resistenza.

a seguire

Bush Mama (1975) v.o. sott. it

Girato in 16 mm in bianco e nero, con Charles Burnett alla fotografia, Bush Mama chiude la trilogia sulla condizione dei neri negli Stati Uniti (dopo Hour Glass e Child of Resistance), divenendo una pietra miliare del New Black Cinema. Nel quartiere ghetto di Watts (Los Angeles) Dorothy si risveglia a una coscienza politica. Con potenza, Gerima racconta una violenza che risuona ancora brutalmente attuale.

Introduzione e saluti del regista Haile Gerima con Grazia Paganelli (MNC) e di Daniela Ricci (ANCR)


mercoledì 25 maggio

ore 16

Adwa, an African Victory (1999, 97min.) v.o. sott. It

Gerima rivisita la battaglia di Adua (1896), in cui il popolo etiope al seguito dell’imperatore Menelik II e della moglie Taitu sconfisse le forze d’invasione italiane. Quest’opera complessa interroga la storia e la sua trasmissione: la memoria anticoloniale dei più anziani si intreccia con la rilettura di diversi materiali d’archivio, miti, monumenti, racconti, poesie e canti popolari su questa vittoria etiope, divenuta un simbolo per il movimento panafricano.

introducono Farah Polato, Alessandro Triulzi e Paolo Bertella Farnetti con il regista Haile Gerima. Al termine il regista risponderà alle domande del pubblico.


Giovedì 26 maggio 2022

Polo del ‘900 Sala conferenze, corso Valdocco 4/A, Torino

ore 17,00

Black Lions and Roman Wolves / The Children of Adwa, work in progress | in anteprima assoluta

Questo documentario di memoria a cui Gerima lavora da decenni è concepito come il seguito di Adwa, an African Victory, per narrare la risposta del popolo etiope contro l’esercito fascista del 1935. Racconta il trauma collettivo dell’invasione ma anche la tenace resistenza che portò in seguito all’indipendenza. Al montaggio, le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti alla guerra d’Etiopia (1935-1936) si intrecciano con immagini d’archivio, con il folclore secolare, canti di guerra, poesie di lode. La proiezione mostrerà la prima ora di questo lungo lavoro, che include l’esperienza vissuta dal padre del regista.

A seguire

Dialogo con Haile Gerima

con Shirikiana Aina, Mohamed Challouf, Maria Coletti, Leonardo De Franceschi, Fartun Mohamed, Farah Polato, Daniela Ricci, Greg Thomas, Alessandro Triulzi, Maria Viarengo, Dagmawi Yimer.

venerdì 27 maggio

ore 16

Wilmington 10 – USA 10,000 (1978, 120 min.) v.o. sott. It

Documentario polifonico sull’impatto del razzismo e delle distorsioni del sistema giudiziario attraverso uno dei grandi abusi, il caso dei “Dieci di Wilmington” (North Carolina): nel 1972, in seguito alle rivolte degli studenti, nove uomini neri e una donna bianca vennero incarcerati ingiustamente per più di un decennio. Attraverso i racconti delle lotte per la giustizia dei prigionieri politici e delle loro famiglie, Gerima rende conto di un’esperienza di oppressione che attraversa il tempo e lo spazio.

introduce Cristina Voto

ore 18.15

Ashes and Embers (1982, 128 min.) v.o. sott. It

La rivoluzione interiore di Nay Charles, un reduce del Vietnam che alienato e tormentato vaga nel caos politico alla ricerca di un senso. L’incontro con la nonna, depositaria della memoria della schiavitù e delle leggi razziali, lo porta a ripensare non solo il suo ruolo nella guerra, ma anche quello di uomo nero negli Stati Uniti. Premio FIPRESCI al Festival di Berlino 1983.

introduce Maria Coletti

ore 20.30

Mirt Sost Shi Amit –Il raccolto dei tremila anni (1976, 132 min.)  v.o. sott. It

Ambientato in un villaggio di montagna in Etiopia, narra la lotta per la sopravvivenza di una famiglia di contadini sotto la tirannia dei proprietari terrieri. Il montaggio cadenza il ritmo del lavoro del campo, con la ribellione contro l’ordine sociale, la resistenza agli espropri e al colonialismo. Girato nel 1974 in 16mm durante la guerra civile in condizioni estreme e con attori non professionisti, “possiede un senso di urgenza che pochi film hanno. È la storia di un intero popolo e del suo desiderio collettivo di giustizia e speranza” (Martin Scorsese). Leopardo d’argento al Festival di Locarno, il film è stato restaurato nel 2006.

introducono il film Cecilia Pennacini e Maria Viarengo alla presenza del regista


sabato 28 maggio

ore 16

Hour Glass (1971, 13 min.) v.o. sott. It

Un giovane africano americano, rifiutando il ruolo di gladiatore dei tempi moderni, si riconosce negli scritti postcoloniali e nel pensiero dei leader della lotta per i diritti civili. Cortometraggio d’esordio di Gerima, realizzato all’Università della California (UCLA), con un montaggio allegorico audace e Larry Clark come direttore della fotografia, è un emblema del collettivo della “Scuola dei registi neri di Los Angeles”, il movimento di cinema indipendente conosciuto successivamente come L.A. Rebellion.

The Maroons (2018, work in progress, 30 min.) v.o. sott. It

Un work in progress sui Maroon, gli schiavi fuggiaschi, che crearono le loro comunità indipendenti negli Usa. Gerima riprende le tematiche che da sempre animano il suo cinema: la resistenza, la lotta per la memoria e per la libertà, confermando l’urgenza di far emergere esperienze omesse dalla narrazione ufficiale.

After Winter – Sterling Brown (1985, 60 min.) v.o. sott. It

Ritratto del poeta eponimo, figura emblematica della Harlem Renaissance degli anni ‘20. In un dialogo con gli studenti dell’università Howard di Washington (dove hanno insegnato Gerima e lo stesso Sterling Brown), il poeta ritorna sulla sua storia e sull’eredità culturale di artisti africani americani.

introduce Silvia Nugara

ore 18.15

Teza (2008, 140 min.)  v.o. sott. It

Etiopia 1991. L’intellettuale Anberber ritorna al suo villaggio. Cresciuto al tempo dell’impero di Hailé Selassié, partito pieno di speranze e ideali per studiare nella Germania dell’Est, al suo rientro è impietrito di fronte a un paese sconvolto dalla violenza del Derg. Stanco e menomato, ricorda il padre ucciso dai gas usati dagli italiani e cerca di ricostruire la propria storia e quella del suo popolo. La narrazione a spirale, ricca di inserti e flash back, segue il filo e le digressioni delle sue reminiscenze, tra ricordi intimi e analisi politica. Premio della critica a Venezia 2008.

introduce Leonardo De Franceschi


domenica 29 maggio

ore 16

Sankofa (1993, 125 min.) v.o. sott. it

In lingua akan, il Sankofa rappresenta l’esortazione a conoscere il passato per costruire il futuro. Davanti alla casa degli schiavi di Cape Coast in Ghana, la modella africana americana Mona viene richiamata dagli spiriti e trasportata nel passato in una piantagione di zucchero. Un contro racconto sulla resistenza degli schiavi narrato dal loro punto di vista, con uno stile non lineare dove si intrecciano memoria, oralità e linguaggio iconico. Opera indipendente, Sankofa è un film culto restaurato nel 2021.

introducono Daniela Ricci e Maria Viarengo

ore 20.30

Imperfect Journey (1994, 88 min.) v.o. sott. It

Gerima attraversa l’Etiopia del post Guerra fredda, dalla sua natale Gondar ad Addis Abeba, in compagnia di Kapuscinski. Dalle testimonianze delle famiglie degli oppositori politici giustiziati dal regime di Menghistu e dai racconti degli abitanti sulle condizioni di vita dopo gli anni del “terrore rosso”, emerge un presente complesso.

introducono Daniela Ricci e Paola Olivetti alla presenza del regista


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Haile Gerima

Haile Gerima è nato in Etiopia, a Gondar nel 1946. Figlio di un’insegnante e narratrice tradizionale e di uno scrittore e regista teatrale, da ragazzo ha studiato teatro e recitava nella troupe del padre, soprattutto opere sulla storia e cultura etiope. Nel 1967 va negli Stati Uniti con una borsa di studio per la Goodman School of Drama di Chicago; nel 1969 entra si trasferisce a Los Angeles e entra alla scuola di teatro, cinema e televisione, dell’UCLA (Università di Los Angeles) dove insegnava Angela Davis,  e nella mitica “Scuola dei registi neri di Los Angeles”. Con altri giovani cineasti dell’epoca, di varie provenienze e orizzonti culturali, tali Charles Burnett, Larry Clark, Julie Dash, Billy Woodberry, Ben Caldwell, e poi Shirikiana Aina, ispirandosi ai movimenti di liberazione, al Terzo Cinema, a filosofi postcoloniali come Frantz Fanon, ha fondato quel movimento chiamato in seguito L.A. Rebellion, nato all’insegna della libertà stilistica, contro l’egemonia della narrazione classica. Da qui la straordinaria trilogia d’esordio, Hour Glass (1971), Child of Resistance (1972), Bush Mama (1975). Nel suo percorso di ricostruzione identitaria è poi tornato in Etiopia dove, tra il rovesciamento di Haile Selassie e poco prima dell’insediamento della dittatura militare, ha girato in condizioni estreme il suo primo film non in lingua inglese, in amarico appunto. Una piccola rivoluzione che suona non solo come simbolo di indipendenza, ma anche come affermazione culturale di una lingua e di un linguaggio cinematografico propri. Mirt Sost Shi Amit / Il raccolto dei tremila anni (1976), rimane un film epico di resistenza interna contro il sistema feudale. La copia restaurata è stata presentata nel 2006 all’interno della sessione Cannes Classics, riservata ai capolavori della storia del cinema. Gerima si afferma come regista della memoria e della liberazione contro ogni forma di oppressione, sia quella contro i neri in America, contro il sistema feudale, il regime militare (Imperfect Journey, 1994) o il razzismo delle ingiustizie giudiziarie (Wilmington 10- Usa 10.000, 1978). Filma la resistenza, e dà visibilità a quelle battaglie rese invisibili dalle narrazioni storiche classiche, perché solo così le persone possono riscattare la propria dignità. La resistenza contro l’invasione coloniale (Adwa, an African Victory, 1997), o quella degli schiavi per la propria liberazione (Sankofa, 1993) – troppo spesso omessa in favore della retorica su Lincoln. Sankofa diventerà un film di riferimento per la comunità africana americana. Sankofa (guardare al passato per andare verso il futuro) è anche il nome della libreria / centro culturale, a Washington, che Gerima ha fondato con la moglie, le regista Shirikiana Aina, sua compagna di lotte, da sempre. Questo santuario della cultura panafricana si trova proprio di fronte alla mitica università Howard, dove Gerima ha a lungo insegnato cinema, crogiuolo di artisti e filosofi della cultura nera. Qui ha spesso invitato i suoi studenti a creazioni collettive (After Winter, Sterling Brown, 1985). La lunga serie di rifiuti a distribuire Ashes and Embers (1982) sul ritorno dal Vietnam di un veterano africano americano, è stata l’occasione per fondare con Shirikiana Aina, la società di distribuzione Mypheduh Films dedicata al cinema nero indipendente, e poi Negodgwad Productions. Premiato in Italia anche per Teza (Premio speciale della Giuria al Festival di Venezia, 2008, oltre che Tanit d’oro alle giornate cinematografiche di Cartagine e Etalon d’oro al Fespaco), film fondamentale, coproduzione internazionale, di cui Wim Wenders ha dichiarato: “Spero che il mondo intero veda questo film”. Quella di Gerima è un’opera che naviga tra i continenti; i suoi film, sia di finzione che documentari, non hanno perso la tensione che anima il suo cinema, fin dai primi film sperimentali.



Filmografia

1971 Hour Glass

1972 Child of Resistance

1975 Mirt Sost Shi Amit – Il raccolto dei tremila anni

1979 Bush Mama

1979 Wilmington 10- USA 10, 000

1982 Ashes and Embers

1985 After Winter – Sterling Brown

1993 Sankofa

1994 Imperfect Journey

1999 Adwa, an African Victory

2008 Teza

2018 The Maroons, work in progress

2022 Black Lions, Roman Wolves, / The Children of Adwa, work in progress





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