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Finalmente edito e disponibile su dvd per i tanti che l’hanno finora richiesto “I giorni di Torino”, il film che racconta giorno per giorno la Resistenza a Torino nella fase culminante finale

Le copie del film si possono reperire direttamente nella sede dell’Ancr (via del Carmine 23, Torino) oppure richiedere ai nostri indirizzi di posta elettronica.

I giorni di Torino. 18 aprile – 6 maggio 1945. Regia e montaggio: Pier Milanese. Produzione esecutiva: Paola Olivetti. Ricerca storica: Corrado Borsa. Ricerca immagini di repertorio: Andrea Spinelli. Le interviste citate nel film sono state realizzate in tempi diversi da Paolo Gobetti, Paolo Vinai, Paola Olivetti, Corrado Borsa.Produzione dell’Archivio Nazionake Cinematografico della Resistenza, 2015.

Nel film si ripercorrono i giorni fondamentali dell’insurrezione e della liberazione di Torino, dallo sciopero preinsurrezionale al giorno della sfilata per le vie cittadine dei partigiani in armi. E’ una grande vicenda corale, con i suoi eroi e i tanti decisivi atti di coraggio e di solidarietà che la città sa esprimere. Per raccontarla si sono scelti brani di racconti di tanti protagonisti che ricostruiscono gli eventi in un montaggio incalzante. I luoghi e il clima sono evocati da materiali cinematografici e foto d’epoca.

vlcsnap-2015-05-14-15h27m46s181Il film è organizzato intorno a due chiavi di lettura degli eventi. In primo luogo si è assunta l’espressione “battaglia per la liberazione di Torino”, come appropriata definizione del carattere di questa pagina finale della Lotta di liberazione. Il livello dei rischi affrontati dai partigiani (e, di riflesso, dalla città), la durezza degli scontri, l’accurata predisposizione di un piano di guerra messo a punto dai comandi della Resistenza e il prodursi di imprevisti tali da mettere alla prova la capacità reattiva e la duttilità dei comandi, dei reparti armati e degli apparati di sostegno, la fuga notturna scelta a un certo punto dalle ingenti forze dell’occupante tedesco e dei fascisti di Salò che presidiavano Torino, il raggiungimento di tutti gli obbiettivi, compresa la salvaguardia delle strutture produttive e delle infrastrutture della città, senza alcun aiuto diretto da parte degli Alleati, rendono chiara e significativa la vittoria partigiana e degni di nota l’inquadramento, il controllo e l’autocontrollo dei combattenti nel corso delle operazioni, che impediscono quasi sempre inutili spargimenti di sangue e consentono subito dopo agli amministratori civili prescelti dal Cln piemontese di assumere ed esercitare pienamente le loro funzioni.

C’è poi la piena assunzione del carattere multiforme delle forze in campo nella battaglia per Torino. che si ricompongono in una efficientissima collaborazione nei giorni finali. Le divisioni Sap cittadine, gli operai delle fabbriche che prima scioperano massicciamente e poi occupano gli stabilimenti e li mettono in condizione di difendersi da assalti e incursioni di tedeschi e fascisti costituiscono l’anello che stringe e costringe il nemico nel centro cittadino e il primo punto di appoggio in città per le formazioni foranee. Le divisioni partigiane che convergono sulla città da buona parte del Piemonte si mostrano ben addestrate alla guerriglia dopo tanti mesi di scontri e difficoltà sui monti e nelle campagne e sono tuttavia coerenti nei comportamenti con la loro identità di cittadini in armi, rispettosi di un ideale democratico scevro da derive militariste (anche quando sono ottimi militari per formazione e capacità d’azione). Le donne dei Gruppi di difesa della donna e i tanti civili che in forme diverse supportano, circondano e appoggiano i combattenti sono nel film nodi fondamentali di una rete cittadina  che la guerra, l’occupazione, la violenza fascista hanno contribuito a rendere coesa ed efficiente:  la “battaglia per Torino” diventa pertanto anche, in qualche modo, la battaglia della città di Torino per la liberazione, il che è certamente un’altra vittoria della Resistenza.

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