Produzioni video

Il giudizio di Norimberga

L´ 8 agosto del 1945 Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia raggiunsero a Londra un accordo per la costituzione di un tribunale militare internazionale che avrebbe avuto il compito di giudicare i maggiori esponenti del regime nazista, accusati di complotto e crimini contro la pace, di crimini di guerra e di crimini contro l´umanità.
Il Tribunale internazionale, che aprì ufficialmente i suoi lavori con la seduta del 18 ottobre 1945, tenne la prima seduta plenaria nella città di Norimberga, sede delle annuali grandi adunate naziste, il 29 ottobre del 1945. Il Tribunale pervenne alla lettura della sentenza e dei verdetti, dopo 403 udienze pubbliche, nella giornata del 30 settembre e nella mattinata del 1° ottobre 1946. Undici furono le condanne a morte, eseguite il 16 ottobre.
Il video ricostruisce sulla base di materiali filmati le fasi fondamentali del processo e del suo epilogo e documenta responsabilità e delitti dei criminali nazisti imputati.
Il volume d´accompagnamento ricostruisce dettagliatamente le questioni giuridiche e procedurali che precedettero e caratterizzarono lo svolgimento del processo e offre inoltre un repertorio di valutazioni del suo significato storico e un´ antologia di documenti.

La videocassetta e il volume che l´accompagna si prefiggono di restituire tutta la sua difficile complessità al giudizio di Norimberga, insieme processo dei vincitori ai vinti, che doveva evidenziare l´abissale differenza tra il nazismo e i suoi avversari e ammonire le generazioni avvenire sull´orrore dei suoi crimini, e primo atto di fondazione di un nuovo assetto giuridico, imperniato su un “diritto delle genti” che trascende stati e ordinamenti singoli nel perseguire i crimini contro la pace e contro l´umanità e che chiama in causa la coscienza individuale e l´obbligo per chiunque di sottrarsi a ordini criminosi.

Realizzazione video
Alessandro Amaducci

Musiche originali
Giovanni Ramello

Coordinamento
Paola Olivetti

Volume d´accompagnamento a cura di
Cristian Pecchenino, con un saggio di Pier Paolo Rivello

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