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Millenovecento62

Con il 1962 siamo arrivati alla trentesima rassegna del cinema italiano anno per anno. Alla rassegna, come di consueto, si affianca un catalogo con i dati e le recensioni d´epoca per tutti i film italiani usciti nel corso dell´anno.

Proponiamo qui l´introduzione al catalogo “Millenovecento62”

Consueto appuntamento con il cinema italiano anno per anno a cura dell´Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. La rassegna e questo catalogo (siamo ormai alla trentesima edizione) ci aiutano a vedere come il cinema sia intimamente e organicamente storico, sempre documentazione di realtà e fenomeni storici, rappresentazione dello spirito del tempo, anche nelle sue espressioni più artistiche. Il 1962, in pieno boom, è caratterizzato da una vera e propria esplosione produttiva della cinematografia italiana, consolidata a tutti gli effetti come grande polo industriale. Basta vedere i dati e le cifre (che come al solito si trovano dettagliati in questo catalogo nell´appendice delle preziose tabelle di Baldo Vallero): 729 milioni di biglietti venduti, un po´ meno del 1960 che fu l´anno di massimo livello per lo sbigliettamento, ma con un incasso superiore, anche dovuto al procedere dell´inflazione per ora strisciante e che poi negli anni a venire diventerà galoppante; una elevata quota di mercato dei film italiani (ben il 52,2%, solo nel ´68 e ´69 troveremo percentuali superiori), una enorme quantità di film italiani prodotti: 179 titoli, più 43 film cosidetti minoritari (coproduzioni). Fare cinema significa grandi guadagni e perciò si buttano nella produzione personaggi di tutti i tipi sia come produttori che come registi: sfogliando l´elenco dei film realizzati nel 1962 troviamo nomi che vediamo per la prima volta e che non sentiremo mai più in seguito; eppure anche i titoli e le storie più improbabili riescono a far cassetta. L´anno è l´apoteosi del film di genere: spopola il peplum-biblico-mitologico (Sodoma e Gomorra è secondo negli incassi con 1.198.296.000, ma anche tutti gli altri – abbiamo contato ben 24 titoli nel genere – mettono in tasca incassi elevati: il più scarso Giulio Cesare contro i pirati incasserà 235.441.000). In questo anno, oltre a un film dello specialista Riccardo Freda, al lavoro anche in altri filoni tematici, troviamo il mitico Arrivano i Titani, primo film di Duccio Tessari, in cui i luoghi comuni del genere vengono rivisitati con divertente ironia. Va forte anche (inaugurato da Alessandro Blasetti nel 1960 conEuropa di notte) il genere documentari di montaggio – su spettacoli sexy – attrazioni notturne, che troverà quest´anno una nuova variante con Mondo cane di Gualtiero Jacopetti, anche lui alla sua prima esperienza come regista; poi ci sono i film che potremo genericamente definire in costume e includono i vari Zorro, Sceicchi di diversi colori, storie di pirati, ma anche vicende romanzate su episodi del Rinascimento o del Medioevo, e anche in margine vicende derivate dalle figure più torbide dei Promessi sposi (La notte dell´InnominatoLa monaca di Monza, film peraltro questo di Carmine Gallone, ormai agli sgoccioli della sua carriera, ma che riuscirà ad arrivare al 12° posto nella classifica degli incassi); poi ancora le serie Ursus, Maciste, i Totò, in cui, nell´anno, quasi ignorato dalla critica, compare Lo smemorato di Collegno, un film di Corbucci che avrà in seguito molto successo. E ancora sono ampiamente rappresentate le diverse varianti della commedia all´italiana, spesso con i più corrivi, stucchevoli e seriali filmetti sentimental – turistico – erotico; ma non manca anche qualche opera di maggior livello. Capitolo a parte, troviamo un gruppetto di film sulla seconda guerra mondiale o di rievocazione della storia del fascismo. E´ un filone che si era aperto all´inizio degli anni ´60, che viene proseguito dall´importante opera di Nanni Loy Le quattro giornate di Napoli e che trova un nuovo modello nel documentario di montaggio, ma del tutto innovativo nel linguaggio e nell´approccio interpretativo, All´ armi siam fascisti di Lino Del Frà, Cecilia Mangini, Lino Micciché. Sul fronte degli autori non risuona forse il grande acuto, ma troviamo al lavoro invece una cospicua serie di personalità della nuova generazione, e anche quelli un po´ più vecchi, (da Pasolini a Bolognini a Petri, a Zurlini, Vancini, Antonioni, Comencini, Risi, Rosi, Lattuada, Loy e, con prove forse poco felici, Rossellini e De Sica e nel film a episodi Visconti, Fellini, Monicelli). Sono quindi molti i film interessanti e soprattutto molto rappresentativi, nelle tematiche e nel linguaggio, del mutare dei tempi in un anno così pieno di novità. Su questo piano indubbiamente i due film più emblematici sono La voglia matta di Luciano Salce e Il sorpassodi Dino Risi (campione di incasso, tra l´altro), che sembrano al meglio rappresentare una società proiettata verso l´opulenza, in cui valori morali, di sobrietà, di risparmio, di fedeltà alle tradizioni familiari, che avevano caratterizzato il primo dopoguerra, svaporano, sostituiti da un irridente ricerca del divertimento fine a se stesso, da un gusto per il denaro da spendere e consumare spensieratamente, dell´esibizione narcisistica, non senza la voglia di inventare giochetti un po´ sadici e crudeli ai danni di chi non rientra in questi cliché. I registi della vecchia guardia (Gallone, Mattoli, Mastrocinque, Bragaglia, Cerchio) sono anch´essi al lavoro, ma ormai queste sono le loro ultime, spesso flebili, prove.
Per inquadrare il contesto forniamo anche qualche minima indicazione sulle vicende storiche e politiche dell´anno. Il mondo sembra essere in vivace, positiva espansione, denso di novità e di aperture con i due K (Kennedy e Kruscev), che stanno cercando di creare svolte importanti nei loro paesi e nella politica di convivenza mondiale;ma la crisi di Cuba alla fine dell´anno, con il pericolo reale di una guerra mondiale, per fortuna in extremis rientrata, rivela in pieno le forze oscure che remano contro. I destini dei due leader sono in qualche modo segnati: le tensioni serpeggianti e reazionarie avranno la meglio sulle intenzioni di cambiare il mondo ed entrambi, con una sorte diversa ma non meno tragica, chiuderanno nel 1963 la loro parabola. Allo stesso modo il 1962 è ancora l´anno – l´ultimo – di Giovanni XXIII che inaugura il rivoluzionario Concilio Vaticano II, con una straordinaria apertura verso i problemi contemporanei e i non credenti. E´ l´anno poi dell´indipendenza di molti stati africani, ben 20, che sembra preludere a nuovi luminosi orizzonti di vita per le popolazioni africane, purtroppo negli anni successivi amaramente e sanguinosamente ridimensionati dai fatti. Anche l´Italia vive un´onda di grandi, spesso positivi, cambiamenti, molti dei quali resteranno però appena enunciati e mancheranno del necessario radicamento e sviluppo, quando addirittura non verranno drasticamente stravolti: il 1962 è l´anno della svolta di Aldo Moro al congresso della DC, con conseguente primo governo di moderatissim centro – sinistra retto da Fanfani, delle Regioni, della riforma urbanistica proposta da Sullo ma purtroppo poi annacquata per non dire del tutto stravolta in una corsa senza freni alla più selvaggia cementificazione, della prima nazionalizzazione dell´energia elettrica, della riforma della pubblica amministrazione, della abolizione della Mezzadria e dell´introduzione della cedolare secca sui dividendi delle azioni (tanto per fare pagare qualche tassa agli speculatori) e infine, proprio l´ultimo giorno dell´anno, della riforma della scuola con l´introduzione della scuola media unica. Ma è anche l´anno, tristemente, dello scandalo di Fiumicino, ad inaugurare una infinita stagione di opere pubbliche che servono a finanziare corruzione e sottogoverno, dell´omicidio di Mattei e dell´elezione a presidente della Repubblica di Antonio Segni con i voti della destra (anche il Msi e il Pdium). Segni di tante, troppe, e alla fine della fiera, vincenti contraddizioni, che non mancheranno di produrre frutti nocivi negli anni a venire. Ma è anche l´anno in cui si riapre, dopo più di un decennio di stasi, la stagione delle grandi lotte operaie e sindacali per la conquista delle 40 ore, che culmineranno negli scioperi e negli scontri a Torino di Piazza Statuto. Sono lotte anche violente che rivelano come siano fortemente mutati i rapporti di forza con il padronato, anche ad opera della piena occupazione ormai raggiunta in tutto il paese e di una nuova classe operaia, in buona parte formata dalla grande emigrazione interna di questi anni, dal sud verso le grandi fabbriche del nord. Spinte in avanti,innovazioni, novità, molte purtroppo destinate a restare lettera morta.

Il catalogo è costruito come al solito con le schede dei film, tratte principalmente dal Dizionario del Cinema italiano, I film dal 1960 al 1969, vol. 3 di Roberto Poppi e Mario Pecorari, Dizionari Gremese, 1992; le preziosi filmografie tratte da Il cinema sonoro 1930 – 1969 a cura di Aldo Bernardini, Anica Edizioni, 1992 e le recensioni dai principali quotidiani nazionali e dalle riviste di cinema coeve.
Vi hanno lavorato: Chiara Lorenzo, Susanna Bourlot, Corrado Borsa, Paola Olivetti, Elisa Sitrialli, Marta Teodoro, Baldo Vallero.

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